Il Monte Etna

nome Siti Unesco, Sicilia
linkdata Il Monte Etna, il signore della lava e del ghiaccio
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INFORMAZIONI GENERALI

I siciliani lo chiamano benevolmente “a Muntagna” o “Mungibeddu”; è vivo, respira, e manifesta costantemente la sua presenza, modificando il paesaggio circostante con spettacolari colate laviche e sbuffi di fuoco dalla propria sommità. È il Monte Etna, il più bello e irrequieto di tutta la Sicilia, nella World Heritage List dal 2013.

L’Etna, in provincia di Catania, in Sicilia, il vulcano attivo più alto d’Europa, bene Unesco per il suo valore geologico, biologico ed ecologico, presenta un insieme di ambienti di rara bellezza.

Informazioni Storiche

Le eruzioni regolari della montagna la rendono sin dalla notte dei tempi un soggetto di grande interesse che alimenta miti e credenze popolari. Nonostante l’Etna abbia provocato più volte devastazione distruggendo villaggi e la stessa città di Catania, è grande l’attaccamento al gigantesco vulcano da parte delle popolazioni che da secoli vivono ai suoi piedi. Una sorta di rispetto che viene celebrato anche nelle leggende della mitologia classica che identificano nelle viscere del Vulcano la fucina dove lo stesso Efesto forgiava le armi per gli dei o come il territorio in cui abitavano i ciclopi fra cui Polifemo, il gigante con un occhio in fronte poi accecato da Ulisse.

Proprio Polifemo, in preda all’ira, avrebbe lanciato dall’Etna tre grandi rocce per colpire la nave del re di Itaca in fuga: si tratta dei faraglioni di Aci Trezza.

Ad ogni risveglio, con spettacolari esplosioni che raggiungono diverse centinaia di metri d’altezza, la lava rosso fuoco scivola giù lentamente depositandosi in spazi aperti o sovrapponendosi a colate antiche. Non mancano tuttavia, anche in periodi recenti, le eruzioni distruttive come quelle del 2001 e 2002 che hanno sommerso gli impianti di risalita, strade e diverse strutture turistiche (che successivamente sono state ricostruite) presenti nelle stazioni sciistiche dei versanti nord e sud.

Ma l’Etna, che ha un diametro di ben quaranta chilometri, non è solo magma bollente: prima di arrivare alla sua vetta, posta ad oltre 3.300 metri di altezza, si incontrano boschi di pini, betulle, querce e maestosi castagni, frutteti, agrumeti e piante tipiche. Oltre alla ginestra, che fiorisce vincendo l’eterna lotta con le colate laviche più antiche, è particolare e unico lo ‘spinosanto’ capace di attecchire fra i sabbioni di cenere vulcanica e le vallate arse dal fuoco.

Risalendo verso la vetta, dalla quale nei giorni di perfetta visibilità si ammirano le Eolie, il perimetro di larga parte della Sicilia e con un po’ di fortuna anche Malta, è un susseguirsi di piccoli crateri ormai spenti.

In prossimità della sommità invece, l’ambiente è quello del deserto lavico, quasi lunare, una distesa nera dove, però, basta scavare appena per scoprire il ghiaccio perenne. Complesso è il sistema dei crateri sommitali, quasi sempre fumanti, con il cratere di sud est che svetta più alto di tutti.

In occasione delle eruzioni sommitali, spesso la lava proveniente da un serbatoio magmatico posto a venti chilometri sotto la superficie terrestre raggiunge la Valle del Bove, un enorme anfiteatro naturale con pareti alte fino a 1.000 metri incise da profondi canyon.

Nato 600mila anni fa, nel Quaternario, l’Etna ha una storia eruttiva documentata già 2.700 anni fa.

La sua importanza è data dall’essere una straordinaria testimonianza dei periodi di evoluzione della terra e di processi geologici, tanto che l’Etna è una destinazione privilegiata per la ricerca e l’educazione ambientale.

D’inverno, quando la neve lo ricopre, diventa un’ottima meta sciistica oggi frequentata anche da tanti appassionati provenienti dalle rinomate località alpine: l’assenza di crepacci e di fenomeni pericolosi come le valanghe assegnano all’Etna un ruolo di primo piano nello scialpinismo.

E’ possibile praticare lo sci alpino nelle due stazioni invernali: a Nicolosi Nord dove sono presenti skilift, una funivia ed una seggiovia e a Piano Provenzana, nel territorio di Linguaglossa, dove operano quattro sciovie.

Sull’Etna è persino presente un ghiaccio perenne, noto come la Grotta del Gelo.

A proteggere l’Etna c’è l’omonimo Parco, il primo ad essere istituito in Sicilia, nel 1989.

Vasto 59mila ettari, ha il compito primario di tutelare un ambiente naturale unico e lo straordinario paesaggio che circonda il vulcano e di promuovere lo sviluppo ecocompatibile delle popolazioni e delle comunità locali.

Con i suoi boschi, i sentieri, gli irripetibili panorami, i prodotti tipici, i centri storici dei suoi comuni, il Parco è in ogni stagione dell’anno un accattivante invito per i viaggiatori e gli amanti della natura, dell’enogastronomia, degli sport all’aria aperta in scenari irripetibili.

Ricadono nel territorio del Parco dell’Etna venti comuni (Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Mascali, Milo, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Ragalna, Randazzo, Santa Maria di Licodia, Sant’Alfio, Trecastagni, Viagrande, Zafferana Etnea), con una popolazione di oltre duecentocinquantamila abitanti.

Nel rispetto delle esigenze di conservazione dei valori naturali e delle attività di fruizione, in tutto il territorio del Parco è presente una fitta rete di sentieri che, attraverso una conoscenza dei valori naturalistici, scientifici e culturali, consente ai visitatori di comprendere la necessità di preservare ecosistemi ed habitat eccezionali anche per mezzo di attività ricreative, escursionistiche e di tempo libero.

Dalle viscere della Terra, studiate dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia che ha una propria sede a Catania, alle stelle. Nel cuore del parco dell’Etna, in contrada Serra la Nave, nell’area di Piano Vetore, si trova la sede dell’Osservatorio Astrofisico di Catania dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica). L’Osservatorio, a quota 1725 metri, ospita i telescopi per astrofisica professionale posti a quota più alta sul territorio nazionale.

La tradizione scientifica in campo astronomico ai piedi del vulcano è antica; già nel 1788 il “Siculorum Gimnasium”, Università di Catania, istituì il corso di Astronomia.

Chi sale sull’Etna non dovrà fare altro che guardarsi intorno alla scoperta di indimenticabili emozioni.

AROUND

Piazze e larghe strade, architetture in pietra lavica: chi visita l’Etna non potrà lasciarsi sfuggire l’occasione di conoscere Catania, devastata più volte nei secoli dagli eventi naturali ma sempre capace di risorgere. Da ammirare la splendida via Crociferi, il bellissimo Duomo in stile barocco, il Palazzo Senatorio e lo stesso Liotro, l’Elefante in pietra lavica, simbolo della città.

A pochi chilometri da Catania si trova Taormina, la perla dello Jonio, rinomata località del turismo internazionale. A venti chilometri da Taormina ci sono poi le Gole dell’Alcantara, un complesso di rocce scavate nei millenni dall’azione erosiva dell’acqua freddissima dell’omonimo fiume.

E per chi decidesse di conoscere meglio la Sicilia, sono ancora molti i beni Unesco da visitare: l’area archeologica di Agrigento, la Villa del Casale di Piazza Armerina, il Val di Noto, Siracusa e la Necropoli rupestre di Pantalica e infine le isole Eolie.

Fonti

www.parcoetna.it

www.sitiunesco.it

www.unesco.beniculturali.it

www.siviaggia.it

www.focus.it

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